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Barberino di Mugello / Maria Galano / pittura

Manifesta di Maria Galano: la pittura come ricerca interiore – 3 parte

L’apertura del laboratorio a Barberino ha coinciso con un periodo di grandi cambiamenti nella vita di Maria, il trasferimento nel Mugello, la nuova casa e soprattutto la nascita della prima figlia.

“Nel nuovo laboratorio ho preso manualità anche con altri materiali iniziando a realizzare oggetti, pannelli, decorazioni su mobili, porte o tavoli sviluppando un mio gusto personale e uno stile mio. Questo è stato un momento molto importante per me perché ho iniziato a fare quello che sentivo e non solo quello che mi veniva commissionato dal cliente. Affiorava il mio desiderio di esprimere un talento artistico oltre che artigianale.”

Maria mi spiega la differenza fra artigianato, artigianato artistico e arte.

“L’artigiano è abile a realizzare l’idea di qualcun altro, sa usare le mani per riprodurre qualcosa, ma è un semplice esecutore.
Quando invece l’artigiano realizza un suo progetto non è più solo un semplice esecutore ma è un creativo che mette il suo pensiero in quello che fa a fini comunque commerciali. La sua produzione rientra quindi nell’artigianato artistico.
Se infine un prodotto non nasce per un uso definito, se è svincolato da una committenza, se il suo unico scopo è quello di dare emozione e rappresentare la tensione di chi lo ha prodotto, la sua anima insomma, allora ci troviamo di fronte a un pezzo d’arte. E non chiediamoci sempre cosa rappresenta l’opera che abbiamo davanti! L’arte non si può spiegare, non si racconta, si può parlare della tecnica usata per realizzarla, dire se scaturisce da un un progetto di insieme o se sono stati fatti dei bozzetti… ma l’arte di per sé è urgenza, è qualcosa che si esprime attraverso l’artista e non è proprietà dell’artista, l’artista è solo un mezzo. L’opera va guardata lasciando che le emozioni ci attraversino, dobbiamo lasciarle fluire e accoglierle… potrà arrivarci gioia o pace o un sussulto; l’opera potrà farci provare benessere o il suo contrario, potremo anche respingerla ma sarà comunque una commozione, non si chiede altro all’arte, e la bellezza di un’opera d’arte è che continua a emozionare anche attraverso i secoli.”

“L’unica vera sorgente dell’arte è il nostro cuore, il linguaggio di un animo infallibilmente puro. Un’opera che non sia sgorgata da questa sorgente può essere soltanto artificio. Ogni autentica opera d’arte viene concepita in un’ora santa e partorita in un’ora felice, spesso senza che lo stesso artista ne sia consapevole, per l’impulso interiore del cuore”

CASPAR DAVID FRIEDRICH

Maria si Manifesta

Il laboratorio di Barberino, una volta aperto, aveva bisogno di un nome che identificasse la nuova attività di Maria. Doveva rappresentarla e non poteva ricordare solo la carta perchè la produzione si stava evolvendo e Maria iniziava a utizzare anche altri materiali; la scelta non sembrava facile.

“La mia famiglia di origine non mi ha mai incoraggiato, non ha mai appoggiato la mia passione per l’arte, mi sollecitava anzi a cercare il posto fisso, a fare concorsi per lavorare in qualche ente pubblico… l’arte e l’artigianato per loro non erano un lavoro, dovevo fare la maestra, quello si che era un lavoro!
Fondamentalmente non mi capivano e questo per me era frustrante. Io che già per natura ero introversa sono stata sempre scoraggiata a manifestarmi. E allora mi sono detta, manifestati! E così è nato il nome del mio laboratorio. Poi c’è anche un doppio senso, “mani in festa”, la festa delle mani, che trovo abbia un significato giocoso e divertente e definisce perfettamente il mio bisogno di esprimermi con un lavoro manuale”

Lo yoga e la ricerca interiore

La produzione di Maria alterna oggi pezzi di artigianato artistico riprodotti anche più volte in copie simili fra loro, ma mai perfettamente uguali,

a pezzi unici che esulano da quello che può essere commissionato da un cliente; in particolare questi ultimi non sono realizzati per rispecchiare un gusto generale, per essere cioè facilmente vendibili, ma per Maria sono quelli più carichi di significato.
Rappresentano il mio sentire – mi spiega – e non si tratta solo di un sentimento, di una emozione o di un pensiero ma anche e soprattutto di un contenuto spirituale.”

“Aria” acrilico su tela – cm 50×81

Maria mi racconta che fin da ragazzina si è sempre fatta molte domande sull’esistenza. Cercava risposte nei libri, frequentava corsi, seminari, conferenze, seguiva qualsiasi stimolo potesse darle un’occasione di crescita.
“Il mio percorso era discontinuo – mi dice – però ogni esperienza arricchiva la mia ricerca interiore e ogni volta sentivo che non era il caso ad avermi portato fin lì perché niente avviene davvero per caso.”
Un giorno un’ amica le parla di una scuola di raja yoga, Maria ne è attratta, partecipa al corso e dopo cinque anni può iniziare ad avere dei piccoli gruppi di persone alle quali trasferire la sua esperienza.
“Ho fatto della meditazione una pratica quotidiana” – mi dice. “Le varie tecniche di meditazione sono il mezzo per arrivare a una condizione di piena coscienza della propria natura. Sono certa che in una qualche misura questa spiritualità passi anche nei miei lavori.”

Raja Yoga significa letteralmente “Yoga Regale”, è una pratica spirituale nata in India ed è considerato lo Yoga che avviene per mezzo della mente.
E’ una disciplina che aiuta a raggiungere la propria consapevolezza e la comprensione di molte questioni esistenziali dell’uomo. Con la meditazione si possono ottenere la lucidità e il distacco necessari per esaminare i problemi e trovarne la soluzione arrivando anche a conoscere più a fondo noi stessi.

Il Raja Yoga vede la natura umana come un regno composto da molte tendenze psicologiche e attributi fisici, ognuno dei quali richiede un’attenzione particolare (…) l’uomo progredisce più facilmente, quando tutti gli aspetti della sua natura si sviluppano in modo armonioso. Il raja yogi, o yogi regale, ha l’obbligo di governare saggiamente e con moderazione il proprio regno, sviluppando tutti gli aspetti della propria natura in modo equilibrato e integrato. Poiché è l’anima che governa veramente il regno interiore dell’uomo, lo sviluppo della coscienza dell’anima per mezzo della meditazione quotidiana rappresenta l’attività principale del Raja Yoga.

Paramhansa Yogandia “Raya Yoga il manuale completo di yoga e meditazione

“Il legame fra il mio lavoro e la pratica yoga è piuttosto stretto – mi dice Maria –
Anche non volendo mi ha per forza influenzato. Simboli come il cerchio non sono stati pensati ma sono emersi da sé, con spontaneità. Il cerchio è la rappresentazione della coscienza dell’uomo che vaga per lo spazio arricchendosi e collegandosi col cosmo, con l’origine e col destino.


“Quando sono davanti a un pannello da dipingere provo una grande tensione; iniziare un lavoro sulla tela bianca mi provoca quasi sofferenza. Poi quando l’opera è terminata e la vedo corrispondere a quel sentimento che volevo esprimere provo un senso di felicità che si completa pienamente quando nel consegnarla, o semplicemente mostrandola a qualcuno, vedo che produce anche nell’altro un’ emozione che lo porta ad aprirsi, a svelarsi… e si crea un incontro.”

Maria mentre applica la foglia oro a un suo quadro

Caspar David Friedrich

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