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Barberino di Mugello / Maria Galano / pittura

Manifesta di Maria Galano: la pittura come ricerca interiore – 1 parte

Maria ha i lineamenti e i colori del sud, occhi scuri e profondi, capelli neri e ricci ribelli.

“Sono nata in Puglia in provincia di Foggia, in un paese agricolo che si chiama Torremaggiore.
I miei genitori, padre pugliese e madre campana, hanno aspettato la mia nascita per trasferirsi in Toscana, in provincia di Prato. Hanno lavorato tutta la vita come operai ed io sono cresciuta tra Prato e Calenzano per poi trasferirmi nel Mugello.
E’ stato il caso a portarci in Toscana, e anche il successivo trasferimento a Barberino è stato casuale; cercavamo una casa con determinati spazi e caratteristiche, l’abbiamo trovata a Barberino e ci siamo spostati qui.
Sono cresciuta in Toscana, ma non mi sento toscana.
Quando ero piccola andavamo in Puglia solo per le vacanze, una due volte l’anno dai parenti di mio padre, eppure la Puglia ha influenzato fortemente la mia formazione. I miei genitori hanno continuato a lungo a parlare solo il dialetto, la loro mentalità era quella del sud, in casa si respirava quel tipo di cultura, quel temperamento, quel modo di pensare… la terra di nascita è una radice alla quale restiamo legati per sempre.”

oliveto in Puglia

“Penso che l’uomo debba vivere nella sua patria e credo che lo sradicamento degli esseri umani sia una frustrazione che in un modo o nell’altro offusca la chiarezza dell’anima. Io non posso vivere che nella mia terra; non posso vivere senza mettere in essa piedi, mani, orecchie, senza sentire la circolazione delle sue acque e delle sue ombre, senza sentire come le mie radici cercano nelle sue zolle le sostanze materne.”

Pablo Neruda “Confesso che ho vissuto”

Maria mi dice che nonostante si sia sempre sentita perfettamente integrata in Toscana, quello che prova per il sud è un senso di profonda appartenenza, è un legame inscindibile che negli ultimi anni è cresciuto ancora di più. Si sente affine alla gente del sud, si rispecchia nella loro apertura verso gli altri, in quella sensibilità, generosità e accoglienza di cui oggi più che mai sente di aver bisogno.

Il Mugello

Maria Galano vive a Barberino di Mugello dove, nel centro storico, ha il suo laboratorio, Manifesta.

Maria Galano nel suo laboratorio “Manifesta” a Barberino di Mugello

“Il Mugello – mi dice Maria- è un territorio bellissimo, ai piedi dell’Appennino tosco emiliano; ancora molto vergine è ricco di boschi, prati e pascoli; andando verso la Futa si possono scoprire magnifici scorci ancora intatti. E’ una terra di confine, bastano pochi chilometri per cambiare regione ed entrare in Emilia Romagna.
Anche la Puglia è una terra di confine, affacciata sul Mediterraneo, vicina all’Africa e alla Grecia porta in sé un misto di culture ed io ho avuto il privilegio di conoscerle, viverle e assorbirle.
Di là dal confine toscano anche le persone cambiano, in Emilia sono più gioiose e ospitali, troviamo una cucina diversa e un altro dialetto. Mi piace che i luoghi a me più cari abbiano in comune questa caratteristica, la ricchezza della diversità.

il territorio di Sant’Agata del Mugello

La valle del Mugello si trova nella parte a nordest della Toscana, pochi chilometri a nord di Firenze. E’ attraversata parzialmente dal fiume Sieve, uno dei maggiori affluenti dell’Arno; a nord è delimitata da un tratto dell’Appennino tosco-romagnolo, a sud dal Monte Giovi e dal Monte Senario, a ovest dai Monti della Calvana.

“Il territorio del Mugello offre una grande ricchezza e varietà di paesaggio – mi dice Maria – Mi piace vivere qui perché amo la natura e ho bisogno di questi spazi per passeggiare e immergermi nel loro silenzio”.

L’origine del nome “Mugello” non è certa, ma pare che possa derivare dalla antica tribù ligure dei Magelli che furono fra i primi ad insediarsi nella zona. Dopo i magelli su questo territorio si stabilirono gli etruschi che definirono un primo schema della rete viaria con una serie di percorsi che univano Fiesole a Felsine (l’attuale Bologna), percorsi che poi furono ampliati e migliorati dai romani.
Parte di questi li ritroviamo lungo la Via degli dei, cammino molto amato dagli escursionisti che a piedi o in montain bike ripercorrono con lentezza quelle antiche vie; Si chiama Via degli dei perchè attraversa località come Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere e Monte Luario (Lua era la dea romana dell’espiazione).

Monte Adone

Non è un percorso per pellegrini devoti a Dio, ma una traversata dell’Appennino ideata alla fine degli anni ’80 del ‘900 da un gruppo di escursionisti bolognesi; centotrenta chilometri di trekking che partendo da piazza Maggiore a Bologna arrivano fino a Firenze in Piazza della Signoria, offrendo lungo il percorso scorci e panorami mozzafiato.

Storicamente, fra XIV e XV secolo, la zona del Mugello vide un lungo periodo di prosperità grazie alle numerose proprietà d’importanti e facoltose famiglie fra le quali spicca quella dei Medici.
La famiglia Medici, originaria del Mugello, investì in quest’ area ingenti somme di denaro per consolidare la sua importanza nelle zone intorno a Firenze. Le residenze Medicee di Cafaggiolo e del Trebbio, per quanto con un aspetto ancora piuttosto rustico, furono le prime ville Medicee intese come luogo dove il signore di città poteva ritemprarsi e nello stesso tempo controllare direttamente le produzioni della sua fattoria. Successivamente, sotto la signoria dei Medici, il Mugello vide un periodo di impoverimento causato da carestie, pestilenze ed eventi bellici. Furono i Lorena a riportare il Mugello ad una economia fiorente grazie soprattutto a Pietro Leopoldo che aprì la strada del Muraglione.

Il paesaggio del Mugello è caratterizzato da monti e colline degradanti fino alla pianura adiacente al corso della Sieve. Territorio molto fertile è perfetto per la coltivazione dei cereali; ricca di boschi di  castagni, è una zona vocata a funghi e tartufi; non mancano pascoli per le mucche e campi di girasoli. Tutta la  zona presenta numerosi sentieri da esplorare in bicicletta, a piedi o a cavallo con la possibilità di incontrare vari animali selvatici: daini, caprioli, cervi, cinghiali, mufloni, ed anche lupi.

campo di girasoli e sullo sfondo la chiesa di Santa Maria degli Olmi, Borgo San Lorenzo
a cavallo al Lago di Bilancino

Dagli anni novanta del XX secolo il paesaggio del Mugello è stato trasformato dalla presenza del Lago di Bilancino. Si tratta di un invaso artificiale creato in seguito alla costruzione di una diga, realizzata allo scopo di regolare il flusso dell’acqua della Sieve, garantire l’approvvigionamento idrico all’area fiorentina e proteggere la città di Firenze da eventi catastrofici come quello del novembre del 1966.
Il lago di Bilancino si trova nello stesso luogo dove 10 milioni di anni fa si trovava un lago preistorico che ha reso questo territorio straordinariamente fertile.
L’attuale bacino copre un’area di 5 chilometri quadrati, molto più piccolo dunque di quello preistorico che aveva una dimensione di circa 300 km quadrati. L’ invaso odierno ha una profondità massima di 31 metri e può contenere fino a 69 milioni di metri cubi di acqua.
Si presenta come un’area relax con spiagge lungo la costa dove è possibile praticare numerosi sport acquatici.

Parlando del Mugello non si può poi fare a meno di citare l’Autodromo, il Mugello Circuit. Si trova nel comune di Scarperia e San Piero, a poco più di un chilometro dal paese di Scarperia, ed è di proprietà della Ferrari. Il tracciato della pista è lungo 5245 m, e si snoda attraverso 15 curve.

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