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Impruneta / Sergio Ricceri / Terracotta

Sergio Ricceri Terrecotte Artistiche – 1 parte

La fornace di Sergio Ricceri si trova in Via di Fabbiolle, la strada che da piazza Buondelmonti devia a sinistra prima di arrivare a Piazza Accursio da Bagnolo.
Una grande casa con laboratorio sotto e abitazione sopra, “uscio e bottega” alla maniera della Firenze del Rinascimento dove laboratorio e abitazione si trovavano nello stesso luogo.

Sergio mi accoglie col sorriso, parla spesso sorridendo, è un uomo soddisfatto del suo percorso e gli piace raccontarsi, ci conosciamo da tanti anni e la nostra chiacchierata è anche un amarcord.

“Da bambino scendevo a fare i compiti qui mentre mio padre lavorava, i miei primi contatti con l’argilla sono avvenuti presto. Fino a una certa età il mio interesse era più rivolto all’elettronica e pensavo che quella sarebbe stata la mia strada. Col tempo poi mi sono appassionato a questo lavoro, specie imparando a lavorare al tornio sotto la guida del babbo. Essere nato e cresciuto in una famiglia che fa questo lavoro da generazioni non poteva che lasciare una impronta sulla mia formazione.”

Sergio ricorda ancora i racconti del padre, gli aneddoti sul lavoro del nonno e la memoria va indietro nel tempo fino alle prime testimonianze di vasi realizzati dalla famiglia Ricceri già nel diciottesimo secolo.

“In tempi più recenti, nei primi anni del novecento – racconta Sergio – mio zio Giacinto Ricceri aveva con mio padre Raffaello una fornace sull’altro versante di Impruneta. Insieme realizzavano a mano vasi molto grandi che poi spedivano in molti luoghi. Nei giardini Vaticani ancora oggi ci sono vasi di loro produzione.”
Tracce delle fornaci Ricceri si trovano anche in altre parti della Toscana e non solo.

“Mio nonno Beppe aveva sposato una ragazza di Santa Fiora, sul Monte Amiata, e dunque aveva realizzato una fornace anche là dove per tutti era Beppe dell’Impruneta, mentre per gli imprunetini era il Ricceri di Santa Fiora. Beppe era un giramondo, e ovunque andasse creava una nuova fornace, ne aprì una persino in Libia.”

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