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San Giovanni Valdarno / seta / Tiziana Grilli

Tiziana Grilli, pittura su seta ed eco printing – 1 parte

Timida, pacata e gentilissima Tiziana Grilli mi chiede un po’ di tempo per raccogliere le idee prima di raccontarsi, poi a poco a poco si apre. Parla lentamente come chi cerca la parola più giusta per definire ogni cosa e si racconta così come dipinge, con la stessa tranquillità e precisione, piccole pennellate di colore dentro i margini del disegno.
Tiziana è molto legata al suo territorio, nata e cresciuta a San Giovanni Valdarno (Arezzo) si è poi trasferita a Figline dopo sposata.

Il Valdarno

Diviso fra le province di Arezzo e Firenze il Valdarno è una fascia di territorio stretta fra i monti del Chianti e il Pratomagno. Fino a centomila anni fa era un enorme lago che misurava quaranta chilometri per dieci e questa sua origine lacustre ha dato luogo a un territorio straordinariamente fertile.

“La regione era delle più fertili d’Italia, essendo le campagne Etrusche tra Firenze ed Arezzo ricche di frumento, bestiame e di ogni specie di prodotti”

tito livio

La fertilità del Valdarno ha reso per secoli questo territorio riserva agricola di Firenze , anche il Granduca Pietro Leopoldo ne parlava con entusiasmo definendo «il Valdarno di Sopra» come «una delle più fertili province della Toscana, popolatissima e piena di gente industriosa».
Il grande lago si prosciugò nei secoli a causa di vari movimenti sismici; questi provocarono una spaccatura della crosta terrestre che nel tempo fece defluire le acque. Il paesaggio e il clima furono trasformati radicalmente, così come la flora e la fauna del territorio. Si formarono piccole valli e l’attività erosiva delle acque modellò le balze argillose che caratterizzano il paesaggio sulla riva destra dell’Arno, alle pendici del Pratomagno.

Le Balze del Valdarno

L’aria brumosa che ancora oggi, spesso, avvolge le balze impressionò fortemente Leonardo da Vinci che riprodusse più volte quei rilievi spettacolari come sfondo dei suoi dipinti ( li troviamo in Sant’Anna, La Vergine delle rocce, L’annunciazione, il Battesimo di Cristo fino alla Gioconda) e studiò il territorio dal punto di vista geologico lasciando preziosissimi appunti e disegni sulle pagine del codice Leicester.

Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino

Dettagli dello sfondo de “La Vergine delle rocce”
A sinistra prima versione (1483/1486) conservata al Louvre a Parigi.
A destra seconda versione ( 1494/1508) olio su tavola conservata alla National Gallery di Londra

Annunciazione e dettaglio dello sfondo

Il Battesimo di Cristo e La Gioconda

Il Valdarno è stato ed è tutt’oggi, uno snodo viario molto importante; ripartito tra le provincie di Arezzo e Firenze è ben collegato con queste città e anche con Siena, grazie alle principali vie di comunicazione automobilistiche e ferroviarie che collegano il sud ed il nord d’Italia.
A partire dall’Ottocento, grazie a questa sua posizione strategica, si sono moltiplicati sul territorio numerosi insediamenti industriali che hanno inciso profondamente sull’aspetto paesaggistico.

San Giovanni Valdarno

Alla fine del XIII secolo la città di Firenze, per tenere sotto controllo le aree limitrofe, iniziò la costruzione delle Terre Nuove.  Nella zona del Valdarno Superiore affidò ad Arnolfo di Cambio il progetto per la realizzazione di tre castelli le cui tracce sono ancora visibili nei centri storici di San Giovanni Valdarno, Castelfranco di Sopra e Terranuova Bracciolini.
Castel San Giovanni, attuale San Giovanni Valdarno, fu costruito come presidio militare a guardia dell’Arno seguendo lo schema del castrum romano (una grande piazza centrale da cui parte la via maestra) e corrisponde ai principi della città ideale del Medio Evo.

“tutte le città belle dovrebbero essere quadrate. (Le linee) diritte fanno sì che la città appaia più bella e più ordinata. Una porta dovrebbe essere posta al centro di ogni lato… una strada ampia dovrebbe attraversare la città tutta, dalla porta situata ad est a quella situata ad ovest. Una strada simile dovrebbe partire dalla porta posta a sud verso quella a nord… in questo modo la città avrebbe quattro quartieri principali… la cattedrale dovrebbe essere situata al centro della città e dovrebbe essere affiancata da una piazza grande e bellissima… ogni quartiere della città dovrebbe essere servito da un macellaio, un pescivendolo, un mercato di cereali e tutto ciò di cui gli abitanti abbiano bisogno… le mura dovrebbero avere una bella torre in ogni angolo e ciascuna porta principale dovrebbe essere contornata da torri.”

Francesc Eiximenis, monaco catalano, trattato enciclopedico sulla vita cristiana 1381-83


I frequenti scontri con Pisa e Arezzo costrinsero Firenze a rinforzarne le mura. Dopo la caduta di Arezzo, Firenze dovette affrontare le mire espansionistiche dei Visconti di Milano e grazie alla sua posizione strategica, il possedimento fiorentino di San Giovanni vide crescere ulteriormente la sua importanza.

Castel San Giovanni – Museo delle Terre Nuove

La decadenza del borgo ebbe inizio con la grande epidemia di peste del Cinquecento, che sterminò due terzi della popolazione.
Tra i superstiti ci fu un bambino di pochi mesi, Lorenzo, che dopo la morte dei genitori fu allevato dall’anziana nonna. La donna non trovando una nutrice per il piccolo si rivolse alla Madonna raffigurata sulla porta del castello per chiederle soccorso. La leggenda  narra che la stessa notte l’anziana fu dotata del latte per nutrire il bambino. La notizia del miracolo si diffuse ovunque richiamando numerosi fedeli, compreso Lorenzo de’ Medici, e intorno all’immagine sacra fu edificata una cappella, poi divenuta l’attuale Basilica.

Miracolo di Monna Tincia di Luberto da Montevarchi, allievo di Pietro Perugino- Basilica di Santa Maria delle Grazie
Basilica di santa Maria delle Grazie

San Giovanni Valdarno è sicuramente uno dei centri più rappresentativi del territorio valdarnese. Oltre alla Basilica di Santa Maria delle Grazie legata alla leggenda, merita una visita il Palazzo di Arnolfo al cui interno è possibile visitare il Museo delle Terre Nuove. Da vedere anche i resti delle antiche mura medievali e la casa di Tommaso di Ser Giovanni di Mòne di Andreuccio Cassài, detto il Masaccio (1401- 1428), uno dei padri del Rinascimento, nato proprio a San Giovanni Valdarno.

“L’origine di costui fu da Castello San Giovanni di Valdarno, e dicono che quivi si veggono ancora alcune figure fatte da lui nella sua prima fanciullezza. Fu persona astrattissima e molto a caso, come quello che avendo fisso tutto l’animo e la volontà alle cose dell’arte sola, si curava poco di sé e manco di altrui. E perché e’ non volle pensar già mai in maniera alcuna alle cure o cose del mondo, e non che altro, al vestire stesso, non costumando riscuotere i danari da’ suoi debitori, se non quando era in bisogno estremo, per Tommaso, che era il suo nome, fu da tutti detto Masaccio. Non già perché e’ fusse vizioso, essendo egli la bontà naturale, ma per la tanta straccurataggine, con la quale nientedimanco era egli tanto amorevole nel fare altrui servizio e piacere, che più oltre non può bramarsi…”

Giorgio Vasari – Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri (1568)
Palazzo di Arnolfo

Tiziana Grilli

Tiziana Grilli

Tiziana si racconta.
“Sono nata e cresciuta a San Giovanni Valdarno, I miei genitori erano persone semplici, mio babbo era un carpentiere e mia mamma una casalinga con la passione per il ricamo.”

Non cresce dunque in un ambiente artistico ma è molto curiosa e le piace studiare, approfondire e conoscere. Ha una sorella, Anna, più grande di lei di otto anni, alla quale è legatissima.

“Per me Anna è un punto di riferimento, quando faccio qualcosa penso sempre se a lei potrebbe piacere. I prototipi di tutti i lavori che faccio sono suoi, è la prima collezionista delle mie creazioni. Mi incoraggia sempre e mi sostiene in tutto quello che faccio.

Tiziana è nata nel 1964, quando ha circa tredici anni inizia a frequentare il Collettivo figlinese.

“ Era la fine degli anni settanta, l’ambiente era molto stimolante, c’erano scultori, ceramisti e pittori e fra questi ebbi modo di conoscere Lorenzo Bonechi.”

Il collettivo figlinese era stato fondato verso il 1969 e si trovava in un appartamento nel centro di Figline Valdarno . Era un luogo di spazi condivisi per artisti locali dove erano frequenti anche i confronti sui temi della politica del momento.
Tiziana capitò per caso nella grande casa di Corso Mazzini insieme alla sorella Anna e agli amici di lei, fra i quali c’era il fratello di Lorenzo Bonechi.

“Una sera il fratello di Lorenzo volle mostrarci la scultura a cui stava lavorando suo fratello.
Ho dei bei ricordi di quel periodo…
Quella sera chiedemmo a Lorenzo di insegnarci a fare la cartapesta e lui accettò. A quel dopocena ne seguirono molti altri. In quella occasione facemmo le maschere di carnevale e ricordo che lui ce le decorò… erano bellissime!


Lorenzo Bonechi (1955- 1994) celebre pittore figlinese, è prematuramente scomparso all’età di trentanove anni. Profondamente legato alla sua terra di origine, e molto attivo sul suo territorio, si interessò di pittura e scultura del Trecento e del Quattrocento toscano, ma anche di arte bizantina e russa antica. Dal 1978 al 1985 ha insegnato educazione artistica alle scuole medie e questa sua passione per trasmettere l’arte, Tiziana la coglie frequentando il Collettivo, dove Lorenzo lavora, restando colpita dalla sua pittura piena di colori smaglianti.

Al Collettivo Tiziana può vedere all’opera anche altri artisti e la sua curiosità è sempre più stimolata.
Giuliano Monechi, pittore di San Giovanni Valdarno come Tiziana, in quel periodo si occupa principalmente di scultura prediligendo materiali come legno e terracotta. Conoscendo Monechi Tiziana si avvicina alla ceramica.

“Negli anni ottanta ho poi conosciuto una ceramista che faceva dei corsi, una signora svizzera, che mi permise di frequentare un po’ il suo laboratorio. Ebbi modo di provare il tornio, di smaltare, approfondire tecniche e sperimentare varie lavorazioni. Era un lavoro che mi divertiva, mi comprai anche un forno ma poi la mia curiosità mi ha portato in altre direzioni.”

Da ragazzina Tiziana sognava di andare a scuola a Firenze, le sarebbe piaciuto un percorso artistico ma per non dispiacere la mamma, preoccupata all’idea di farle prendere il treno per andare a scuola, accettò di iscriversi ad un istituto vicino a casa.

“Purtroppo all’epoca non c’era molta scelta. Non mi piaceva nessun indirizzo scolastico della mia zona, così mi iscrissi alla scuola per segretaria d’azienda; per fortuna questa “costrizione” non l’ho vissuta tanto male, sono stati anni belli comunque, ricordo di essermi divertita molto, avevo tanti amici ed ero serena. Sapevo che la mia passione per l’arte era solo rimandata di qualche anno.”

L’Arno a San Giovanni

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