Come si lavora la resina?
Elena Marzi continua il suo racconto spiegandoci il processo di lavorazione di ogni articolo che è lungo e complesso. Una volta che è stato scelto il materiale da inserire nell’oggetto che si vuole produrre, si passa alla seconda fase, quella della composizione; il decoro viene disposto manualmente all’interno degli stampi rigidi (maschio-femmina) abbinando i colori e creando una composizione armonica.


Ultimata la composizione, lo stampo viene chiuso; la resina, che allo stato liquido ha una consistenza mielosa, viene versata attraverso un foro di colata e raggiungerà la sua completa essiccazione grazie ad un processo chimico che richiede varie ore di riposo.

A questo punto lo stampo è pronto per la macchina del vuoto che in pochi secondi farà uscire la maggior parte dell’aria rimasta intrappolata dentro gli stampi, evitando così il formarsi di bolle. L’aria infatti restando in contatto con i prodotti naturali ne causerebbe l’ossidazione e il deperimento.

Dopo questa fase gli stampi vengono riposti in attesa che la resina si secchi. Ci vogliono circa dodici ore prima che ciò avvenga e solo dopo tutto questo tempo si potrà procedere all’apertura dello stampo per liberare l’oggetto. In questa fase il manufatto è ancora grezzo, e presenta sui bordi delle sbavature che saranno eliminate utilizzando una sega a nastro.



Si passa poi alla scartatura sia a mano che con le levigatrici su tutta la superficie. Dopo questa fase l’oggetto risulterà talmente opacizzato da riconoscere a stento la decorazione presente all’interno.


La verniciatura è l’ultima fase, quella che conferirà lucentezza e brillantezza al prodotto. La vernice utilizzata è certificata alimentare e garantisce la totale atossicità dell’oggetto qualora sia a contatto con gli alimenti.
Dopo questo trattamento il decoro all’interno riprende vita creando un effetto trompe-l’oeil straordinario. Come per magia i fiori e le spighe intrappolati nella resina sembrano in procinto di uscire creando quell’inganno tridimensionale che tanti anni fa fece impazzire le galline del nonno di Riccardo.


Qui non si misura il tempo, qui non vale alcun termine e dieci anni son nulla. Essere artisti vuol dire: non calcolare e contare; maturare come l’albero, che non incalza i suoi succhi e sta sereno nelle tempeste di primavera senz’apprensione che l’estate non possa venire. Ché l’estate viene. Ma viene solo ai pazienti, che attendono e stanno come se l’eternità giacesse avanti a loro, tanto sono tranquilli e vasti e sgombri d’ogni ansia. Io l’imparo ogni giorno, l’imparo tra dolori, cui sono riconoscente: pazienza è tutto!
Rainer Maria Rilke, “Lettere a un giovane poeta-lettere a una giovane signora-su Dio”, 1903.



Evoluzione e ampliamento del mercato
Il lavoro è cambiato notevolmente negli anni. Inizialmente nel laboratorio c’era solo Riccardo che creava delle linee in resina trasparente anche per conto terzi.
Con l’ingresso in azienda di Andrea la situazione si è molto trasformata. Era la fine degli anni ’80 e il Made in Italy per gli americani era un mito.
“Ci venivano fatti ordini di containers che oggi non sono più immaginabili” – dice Elena.
Poi negli anni ’90 avvengono nuovi cambiamenti, l’azienda si trasferisce nella sede attuale di Montespertoli in quanto il vecchio laboratorio non aveva più spazio sufficiente a soddisfare le nuove necessità di lavoro.
Entra in azienda anche Elena, e con nuove energie la Riccardo Marzi S.r.l. partecipa a varie fiere in Francia, Germania, Usa, e Giappone promuovendo e consolidando nuovi sbocchi commerciali.

“Oggi – continua Elena – il mercato è completamente diverso, la società è cambiata, i negozi di liste nozze che erano i nostri principali clienti hanno visto ridurre sensibilmente i matrimoni e molti purtroppo hanno dovuto chiudere. I risultati si ottengono con più fatica e non sono paragonabili a quelli che si potevano raggiungere trenta anni fa.
Adesso poi, col Covid, restare ottimisti è veramente difficile.
Ma quando riceviamo mail di clienti che ci rendono partecipi del successo che può aver avuto un regalo fatto con i nostri prodotti, la soddisfazione ci ripaga delle difficoltà e ci dà nuova energia per andare avanti. E’ sempre una emozione pensare che da un’idea di nostro padre siano nati così tanti articoli diversi con un riscontro tale da aver trovato collocazione un po’ ovunque nel mondo”

Il Moma di New York
Grazie alla nostra partecipazione alla fiera di Francoforte (Messe Frankfurt) a inizio anni ’90, siamo entrati in contatto con l’allora responsabile acquisti del Moma Design Store di New York, che ci fece inserire il primo oggetto, e successivamente il secondo. Grandissime soddisfazioni di vendita, mille e duecento pezzi l’anno solo per la bowl coi sassi di fiume che è stata un best seller dal 1991 per vari anni!”
Così Elena ci racconta con estrema semplicità la loro partecipazione al Moma Design Store, un riconoscimento importantissimo per una linea che continua ad avere un grande successo. I sassi di fiume all’interno della resina trasparente definiscono degli oggetti unici e lineari. L’effetto riprodotto è quello dei ciottoli di fiume bagnati dall’acqua, la tecnica di lavorazione è sempre la stessa ma con un effetto finale più contemporaneo. La bowl coi sassi di fiume si inserisce perfettamente in un arredamento moderno ma è bellissima anche nelle case con arredamento più classico.





Il mercato cinese
Nel 2017 e 2018 Andrea e Elena partecipano a una fiera in Cina nella città di Shenzhen. I loro prodotti riscuotono un enorme successo, tanto da decidere di aprire il primo negozio in Cina nel dicembre 2019, subito prima della pandemia…
Da Piccole Armonie è possibile acquistare i prodotti di Riccardo Marzi e richiedere produzioni speciali come i lavandini per arredo bagno con all’interno sassi di fiume o pasticche di vetro colorato.


